DIOCESI DI MILANO
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Arcivescovo Mario Enrico Delpini
Proposta pastorale: IL VOLTO FELICE DI UNA CHIESA IN MISSIONE
In «Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?» l’Arcivescovo indica alla Diocesi «lo stile sinodale» quale modalità per «irradiare la gioia cristiana». Pubblichiamo il testo integrale, dal 23 giugno l’edizione di Centro ambrosiano in vendita nelle librerie e negli store online (19 Giugno 2026)

Proposta pastorale 2026-2027 < Link delle varie tematiche
«Essere oggi la Chiesa di sant’Ambrogio, essere ambrosiani in questo terzo millennio, significa proprio vivere la profezia sociale, perché molto cristiana e teologale, di essere un popolo che costruisce la propria identità non tanto tracciando confini, non creando isole artificiali di normalità, utili per etichettare in modo difensivo e offensivo tutto ciò che è diverso come patologico, quanto piuttosto costruendo piazze, luoghi di incontro, di confronto e di dialogo, dove crescere insieme, spazi che trasformano i tanti individui, singoli e soli, in una comunità guidata dallo Spirito nel nome di Gesù Cristo». Lo sostiene l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, nella Proposta pastorale per il 2026-2027 dal titolo:
«Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?». Lo stile sinodale per la missione di irradiare la gioia cristiana. <Link da cui accedi all’intero testo della lettera dell’Arcivescovo Mario
Una riflessione che pone all’attenzione delle comunità cristiane il tema della sinodalità, decisivo per una Chiesa aperta, coraggiosa, consapevole, che sappia osare per essere missionaria sulle strade del mondo.
Un invito alla gioia di Dio
Il titolo scelto dall’Arcivescovo fa riferimento alla vicenda dell’Innominato nei Promessi sposi di Alessandro Manzoni.
«Il festoso suono delle campane di Chiuso che si diffonde fino al tetro castello dell’Innominato potrebbe essere un’immagine suggestiva per parlare della missione della Chiesa nel nostro tempo e nel nostro territorio. La Chiesa è un popolo che si raduna, è convocato da una promessa di gioia, di benedizione, di sapienza. La gioia, la festa del popolo diventa suono festoso che raggiunge tutte le case, tutte le storie e tutte le inquietudini e le angosce. Così vorremmo essere: un invito alla gioia di Dio».
Per Delpini «è questo il momento di recepire e praticare come stile ordinario quanto lo Spirito ha detto alle Chiese. La pratica della sinodalità, finalmente sottratta alla ripetizione ossessiva del concetto e della teoria, è la possibilità e la responsabilità di elaborare una “profezia critica”».
Applicare lo stile sinodale \ Comunità dalle porte aperte \ Rinnovare i cammini dell’iniziazione cristiana \ Dappertutto testimoni \ La sinodalità, profezia sociale \ Osare nuovi passi \ Dal “fare per” al “fare con” \ Lo stile sinodale della missione \ Accanto ai giovani \ Condividere la sofferenza del mondo \ Gli organismi di partecipazione
Frutti e resistenze
L’Arcivescovo non si nasconde le difficoltà di un cammino così impegnativo. «Per essere sinceri di fronte al Signore è doveroso interrogarsi sui frutti che ha portato e sulle resistenze che il cammino sinodale ha incontrato anche nelle nostre comunità, anche nel clero. È opportuno verificare la recezione della Proposta pastorale dell’anno 2025/2026. Per onestà intellettuale dobbiamo riconoscere che la questione è importante e proprio per questo sollecita ciascuno di noi a prendere una posizione. Non possiamo censurare le domande scomode, ma non possiamo far mancare il nostro impegno e le nostre competenze, la nostra preghiera e la nostra riflessione per interpretare questo tempo e le vie e lo stile che lo Spirito insegna alla Chiesa».
ANNO GIUBILARE PER S. FRANCESCO D’ASSISI – 800simo dalla morte
Indulgenze concesse in occasione dell’Anno Giubilare di San Francesco a 800 anni dalla morte
Papa Leone XIV ha stabilito che l’Anno di San Francesco si celebri dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027. Per l’occasione, viene concessa l’indulgenza plenaria a quanti parteciperanno con devozione alle celebrazioni del Giubileo francescano

Con decreto in data 10 gennaio 2006, la Penitenzieria Apostolica ha disposto in merito alle indulgenze concesse per lo speciale anno giubilare (10 gennaio 2026 – 10 gennaio 2027) in occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
In particolare, viene concessa l’Indulgenza plenaria alle condizioni solite (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) a tutti i fedeli che desidereranno partecipare con fede e devozione all’Anno di San Francesco, «visitando in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana, o luogo di culto in ogni parte del mondo intitolato a San Francesco o ad esso collegato per qualsivoglia motivo, e lì seguiranno devotamente i riti giubilari o trascorreranno almeno un congruo periodo di tempo in pie meditazioni e innalzeranno a Dio preghiere affinché, sull’esempio di San Francesco, nei cuori scaturiscano sentimenti di carità cristiana verso il prossimo e autentici voti di concordia e pace tra i popoli, concludendo con il Padre Nostro, il Credo ed invocazioni alla Beata Vergine Maria, a San Francesco d’Assisi, a Santa Chiara e a tutti i Santi della Famiglia Francescana».
L’opportunità di conseguire l’Indulgenza plenaria è concessa anche agli anziani, agli ammalati e a tutti coloro che sono gravemente impossibilitati ad uscire di casa, «premesso il distaccamento da qualsiasi peccato e l’intenzione di adempiere appena possibile le tre consuete condizioni, se si uniranno spiritualmente alle celebrazioni giubilari dell’Anno di San Francesco, offrendo a Dio Misericordioso le loro preghiere, i dolori o le sofferenze della propria vita».
Leggi il decreto QUI
